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Dei sapori e dei colori

Favorita da un clima molto caratteristico, la natura giapponese riveste colori diversi che cambiano con l’alternarsi delle stagioni: il rosa dei fiori di ciliegio in primavera, il verde luminoso delle risaie e dei bambù in estate, il rosso degli aceri e il giallo dei ginko in autunno, il bianco della neve in inverno. Così, il visitatore che viene e ritorna in Giappone può ammirare magnifici paesaggi ogni volta rinnovati. Ma questi cambiamenti di colore e di atmosfera non sono limitati ad aree naturali: è l’intera società giapponese che si adatta al trascorrere delle stagioni.

Qui, forse più che altrove, il clima segna il passo della vita e il ritmo delle conversazioni e influenza l’ispirazione letteraria e artistica. Ogni corrispondenza, ad esempio, sia essa privata o ufficiale, inizia con un riferimento al tempo e alla stagione.

2008-12-02

Questi agganci sono spesso ripresi dagli operatori della televisione nell’introduzione ai loro programmi. Televisione e giornali informano d’altronde in due precisi momenti dell’anno, a proposito di un tema che non cessa di stupire: l’avanzata del fronte di fioritura dei ciliegi in aprile e il fiammeggiare delle foglie d’acero in ottobre.

Per un paese che ambisce ai traguardi della modernità e dell’alta tecnologia, può sembrare sorprendente trovarsi tanto legato al quotidiano progredire di fenomeni in fin dei conti del tutto naturali e prevedibili. Ma lungi dall’essere pittoreschi o rimanere nell’aneddoto, questi eventi scandiscono l’anno segnandolo con buone notizie, offrendo l’opportunità di ammirare la bellezza e sottolineando il legame al corso insieme cangiante e immutabile del tempo.

2008-12-04

Alcuni anni fa, il direttore del Meteo nazionale giapponese aveva presentato le dimissioni a causa di un errore di pochi giorni nella stima del periodo di fioritura dei ciliegi. Un fatto del genere può sembrare incredibile, eppure rispecchia l’importanza attribuita al ritmo stagionale, come pure gli enormi interessi economici che vi sono connessi, dato che notoriamente la gente si sposta in massa per andare a vedere i più bei posti di ciliegi (in autunno di aceri).

In realtà, il cambiamento di colori che accompagna le stagioni sembra trovare corrispondenza in tutte le attività. È normale per esempio, per le vetrine dei negozi, un adeguamento al momento che fa parte di strategie di marketing di base. Ma è ancora più sorprendente constatare che molti prodotti, anche i più banali, cambiano il tipo di imballaggio. Avremo allora una pioggia di fiori di susino sui sacchetti di caramelle in primavera, pacchetti di patatine con scoppio di fuochi d’artificio in estate, lattine di birra vestite di foglie d’autunno, fiocchi di neve sulle bottiglie di acqua minerale in inverno, eccetera. Senza contare, poi, i prodotti esclusivamente stagionali.

L’entusiasmo non solo per l’imballaggio, ma anche per il gusto adattato alla stagione è talmente forte che ad esso si piegano anche i marchi dell’industria agroalimentare internazionale sviluppando prodotti in esclusiva per il Giappone.

2008-12-06

Perciò,non troverete da nessun’altra parte una Pepsi al cetriolo ghiacciato (estate 2007) o dei Kit Kat al gusto dei fiori di ciliegio (primavera). Se ne avete occasione andate ad ammirare i reparti dolciumi dei minimercati in inverno, più precisamente nel mese di gennaio: è la festa della fragola e tutto è color fragola, caramelle, biscotti, yoghurt e tutto quello che vi è possibile immaginare d’altro. Eh sì, in questa bella continuità delle stagioni, a volte ci sono delle anomalie, e il fatto che l’inverno sia la stagione della fragola ne fa parte. Un’ipotesi viene dal fatto che il "dolce di Natale", in Giappone, è una torta di panna e fragole bianca e rossa come i colori di Babbo Natale (non dimentichiamo che il Natale è un fatto di recente importazione e non ha alcun significato religioso nel paese). O semplicemente può corrispondere alle decorazioni di Capodanno, in cui dominano il rosso acceso e il bianco.

Oltre ad alcune "manie" come questa, un aspetto che rispecchia significativamente il trascorrere delle stagioni in Giappone è il cibo. Non si mangiano gli stessi piatti o gli stessi alimenti in estate o in inverno: i sapori e i colori sono all’unisono del momento. Ecco altrettante opportunità di degustare i diversi aspetti della cucina giapponese così come lo è viaggiare in stagioni diverse.

2008-12-08

Ad esempio, in primavera, il piatto tradizionale della "festa delle bambole" è il chirashi-zushi, riso con aceto sormontato da decorazioni dalle morbide tonalità di giallo, rosa e verde, che ricorda il risveglio della natura. In estate, invece, largo alle presentazioni di prodotti freschi su un letto di ghiaccio o su stoviglie di bambù. Ma ecco che è già l’ autunno dei funghi deliziosi, con piatti decorati con raffigurazioni di foglie per simboleggiare la momijigari, la ricerca le foglie più belle, o gli oden che annunciano i primi freddi. E d’inverno? Niente di meglio di un nabe rinvigorente, per affrontare le gelate. Beninsteso, alcuni alimenti superano la frontiera delle stagioni e vengono consumati durante tutto l’anno. Ma sono allora alimenti di tutti i giorni, che non offrono il piacere intenso del consumo di prodotti stagionali. Ci sono anche sottili differenze. Come con il sushi, così spesso associato all’idea di cucina giapponese, i pesci variano a seconda della loro disponibilità o del loro gusto particolare in quel particolare periodo dell’anno.

Sapori, colori: nonostante il suo modernismo il Giappone ha mantenuto un profondo attaccamento al corso naturale del tempo. Il rispetto della natura, non è forse questo il primo passo per proteggerla?