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Il Diavolo si veste a Ginza

2007-12-05

Inutile ribadire l’influenza del Giappone sul mondo della moda. Grandi stilisti giapponesi come Kenzo, Issey Miyake, Rei Kawakubo e Yohji Yamamoto, solo per citarne alcuni, hanno imposto le loro griffe sulle passerelle di tutto il mondo. Marche come Muji (e recentemente Uniqlo) sono ormai ben note alle nostre latitudini. Ma non appena si arriva in Giappone, si resta subito colpiti dai fashion victim nipponici e ci si rende conto che questo paese è un crogiolo di tendenze. Allora perché non approfittare di un soggiorno a Tokyo o ad Osaka per passare al setaccio i negozi e tornare a casa con uno stile definitivamente hype?

Per le strade delle grandi città, è sorprendente vedere il contrasto tra le persone che vestono divise o indumenti simili e coloro che invece portano vestiti frutto di un’attentissima ricerca estetica. Per tutto il periodo scolastico, fino alla fine del liceo, gli studenti sono tenuti ad indossare la divisa dell’istituto; successivamente, al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro, gli uomini si uniformano allo stile in giacca e cravatta scure tipico dei salarymen, mentre in ufficio le donne indossano la divisa dalla propria azienda (ma non generalizziamo troppo, ci sono molti lavori che non richiedono un abbigliamento formale). È forse per questo che i giovani, in particolare gli studenti, si sfidano a colpi di immaginazione elaborando il proprio look? Per approfittare di questo periodo di passaggio?

Passeggiando per i quartieri alla moda di Tokyo (Shibuya, Harajuku, Omotesando o Daikanyama) o di Osaka (America Mura o Shinsaibashi, tra gli altri) per citare soltanto due città, non si può fare a meno di constatare come, tra marche di lusso internazionali, griffe locali ed elaborazione personale degli stili, l’immaginazione sia davvero al potere. Sorprende, inoltre, che ogni quartiere abbia il proprio stile. Per illustrare tale fenomeno, si consideri l’esempio di Tokyo.

2007-12-01

A Shibuya, si possono incrociare moltitudini di giovani (che stanno per finire il liceo o iniziare l’università) che si mettono in mostra per le vie pedonali di fronte alla stazione, ma soprattutto al grande magazzino 109 (che in giapponese si chiama "ichi-maru-kyū", ovvero "uno-zero-nove", oppure "tō-kyū", "dieci-nove", oppure Tōkyū, la società proprietaria del magazzino), in cui da anni, oramai, viene ideato lo stile Shibuya. Il più celebre è quello delle kogaru, le giovani ragazze dai capelli decolorati, la pelle abbronzata da lampade e altri artifici, dai vestiti succinti e il trucco vistosissimo, con un look da liceale dissoluta (perché riprende, stravolgendolo, l’aspetto delle divise scolastiche). È il trionfo del kawai, dello strass, dei colori fluorescenti, degli accessori. Ma gli stili cambiano molto rapidamente a Shibuya e chi può dire quale sarà la prossima grande tendenza?

2007-12-03

Harajuku ospita adolescenti dallo stile audace e irriverente. Qui si è sviluppato lo stile lolita con tutti i suoi derivati. Gonne, pizzi e fronzoli sono interpretati nelle versioni principessa, country, gothic o punk nei negozi di Takeshita-dori. Per strada, il look si rinnova da sé grazie alla straordinaria creatività della moda giapponese, fondata sulla miscela di abbigliamenti e di stili. C’è qualcosa, in tutto questo, che ricorda il kimono?
La fama di Harajuku viene anche dai gruppi di visual rock (ispirati oggi al look delirante dei gruppi di J-Pop) che si esibiscono durante i fine settimana sul viale principale del parco di Yoyogi. Per strada, si incrociano anche numerosi cosplay, giovani (e meno giovani) travestiti da personaggi dei manga, di cartoni animati o di videogiochi. A questo proposito, bisogna notare che il quartiere di Akihabara, conosciuto per i suoi negozi di elettronica, è divenuto negli ultimi anni il centro di un atteggiamento cosplay più "maturo", con bar cosplay e negozi specializzati in manga, giochi e prodotti simili, come carte o figurine.

2007-12-04

Con Omotesando, definito "gli Champs Elysées" di Tokyo, e Minami-Aoyama, torniamo invece a una moda più convenzionale. Dopo i Giochi Olimpici del 1964, molti stilisti aprirono qui il loro studio, e da quel momento in poi queste zone sono divenute il luogo elettivo dei grandi marchi di moda giapponesi: Issey Miyake, Pleats Please e Apoc, Yohji Yamamoto e Y3, risultato della sua collaborazione con Adidas, Zucca, Comme des Garçons, A Bathing Ape e molti altri, tra cui anche vari stilisti "nascenti". I negozi di moda che affiancano le gallerie d’arte contemporanea e i caffè "alla francese" conferiscono al posto un’atmosfera di classe e rilassante. Sono particolarmente degne di nota due realizzazioni architettoniche, entrambe legate alla moda. La prima è il "diamante" di vetro di Prada, costruito nel 2003 dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron. La seconda è il complesso di negozi e ristoranti Omotesando Hills, aperto nel 2006 e progettato da Tadao Ando.

2007-12-02

Daikanyama, un po’ lontano dal trambusto di Shibuya, è attualmente il quartiere più gettonato. I negozi si trovano nelle case tradizionali, i centri commerciali sono a misura d’uomo e tendono ad evocare un’atmosfera conviviale. In generale, lo stile del quartiere è casual-chic, ma negli ultimi anni si è andato sviluppando, per opera di giovani stilisti, uno stile unico, ispirato ai vestiti e alle tecniche tradizionali: trattamenti di jeans all’indigo puro, T-shirts in shibori, recupero delle calzature da lavoro e infinite declinazioni dei motivi tradizionali su T-shirts e vari capi di abbigliamento, gioielli e altri articoli.

Se Omotesando evoca gli Champs Elysées, il quartiere Ginza di Tokyo rimanda invece alla 5th Avenue di New York. In tutto il Giappone, e altrove, Ginza è il simbolo della moda e dello chic. Su ciò che è stato a lungo il viale più caro del mondo, i negozi dei più grandi nomi della moda e della gioielleria internazionali (Chanel, Vuitton, Ferragamo, Cartier, Mikimoto, ecc.) si alternano ai grandi magazzini (Mitsukoshi, Matsuya, Matsuzakaya, Seibu e Hankyu, Le Printemps). Durante i fine settimana, la zona è pedonale e diventa il tempio dello shopping e dello chic.

Stili dal vivo

  • Tokyo Street Style, una presentazione delle tendenze, quartiere per quartiere, promossa dalla Japan Fashion Association.
  • Tokyo New Tribe, le ultime tendenze della moda giovanile presentate dalla Japan Fashion Association.
  • Street Style, promosso da Web Japan, il sito di presentazione del Giappone del ministero degli Affari Esteri.