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Il Giappone è Zen!

Zen. Ed ecco evocati la calma, il vuoto, la pace interiore, ma anche immagini più tangibili come i giardini di pietra o di muschio, le ampie stanze dei tatami, o ancora l’arte del tè. Un’esperienza Zen non sarebbe forse di per sé un’esperienza di viaggio in Giappone?

2008-09-01

Vediamo innanzitutto di ricordare alcuni fatti storici e culturali. Lo Zen è un ramo del Buddismo così come il Cattolicesimo è un ramo del Cristianesimo. Originato in India, si è diffuso in Giappone nel XIII secolo dopo essersi sviluppato in Cina sotto il nome di Chan. Fin dall’inizio se ne distinguono due forme principali: la scuola Soto, che mette l’accento sulla meditazione e la postura, e la scuola Rinzai, che fa appello ai koan, frasi dalla logica paradossale. Nei molti templi sparsi in tutto il Giappone, siano essi Zen o appartenenti a un altro ramo del Buddismo, si può ritrovare la stessa serena atmosfera nel visitare i luoghi intrisi di arte e di storia e passeggiando attraverso bellissimi giardini.

2008-09-02

Kyoto, la città dai 2000 templi e santuari, è senza dubbio il luogo irrinunciabile da cui partire alla scoperta di questa cultura, ad esempio dalla prospettiva ideale dei giardini. I più famosi sono certamente i giardini secchi (karesansui), la cui forma non tenta di riprodurre la natura, ma piuttosto di esprimere l’Illuminazione. I motivi disegnati nella sabbia e le rocce modellate dalla natura e disposte dalla mano dell’uomo sono una rappresentazione dell’universo. Il primo giardino di questo tipo sarebbe stato creato a cintura del Tempio di Kencho-ji a Kamakura, ma oggi i più rappresentativi si possono ammirare a Kyoto. A Ryoan-ji, il più famoso di tutti, sedersi sulla veranda a meditare innanzi a questo capolavoro di pietra e sabbia infonde uno straordinario senso di pace. Per poter provare questa esperienza si consiglia di recarvisi preso al mattino, evitando la folla. Non è possibile citare tutti i giardini che meriterebbero una visita: il Datoku-ji, un complesso di più templi e giardini, il Nanzenji, installato in un’ex villa imperiale, e molti altri. Un altro tipo di giardino Zen meno noto ma altrettanto spettacolare è il giardino dei muschi. Il più famoso si trova nel Tempio di Saiho-ji, anch’esso a Kyoto. Ma a questo luogo magico non si accede tanto facilmente: il luogo è molto controllato e la visita va prenotata con largo anticipo.

2008-09-03

Come per l’arte del giardinaggio, la cerimonia del tè si ispira allo spirito dello Zen. D’altronde i Gran Maestri del tè, come Ikkyu o Sen-no-Rikkyu, erano monaci. La cerimonia, di per sé ben codificata, celebra l’armonia, il rispetto, la purezza e la tranquillità, tutti i valori promossi dallo Zen che tende alla serenità interiore. Il viaggiatore non può certamente pretendere di iniziarsi a tale pratica durante un soggiorno turistico. Perché, per citare Lafcadio Hearn, "La cerimonia del tè richiede anni di formazione e di pratica [...] sebbene l’insieme di quest’arte e del resto i suoi dettagli, non significhino altro se non fare e servire una tazza di tè". Tuttavia in diversi luoghi, tra cui i grandi alberghi, viene proposto di partecipare a una cerimonia del tè "accorciata", per la circostanza, a meno di un’ora. Cambiamento di scenario garantito! A Tokyo, lo Happo-en offre questa esperienza in una gran bella casa del tè, nel cuore di uno splendido giardino.

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Qui si può preferire la contemplazione solitaria davanti a una tazza di tè verde matcha (tè in polvere utilizzato per la cerimonia del tè) e un giardino Zen. Certi templi lo propongono accompagnandolo con un dolcetto in stanze silenziose che si affacciano su un giardino. Vicino a Tokyo, in direzione nord di Kamakura, come per esempio al Tempio di Hokoku-ji dove si può assaporare un matcha ammirando il magnifico giardino di bambù. Di un verde brillante dove si perde lo sguardo, dal profondo della tazza fino in fondo al giardino. Un altro tempio notevole là vicino è il tempio di Meigetsu-in. Qui è anche possibile rilassarsi bevendo del tè, godendo di una vista spettacolare da uno dei suoi giardini attraverso una porta-finestra rotonda, simbolo di questo "tempio della luna piena". Ma l’atmosfera è meno tranquilla rispetto al templi più piccoli. Il Meigetsu-in effetti è molto famoso per le sue molte ortensie che fioriscono a inizio estate e che i molti turisti vengono ad ammirare.

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Un’altra esperienza gustativa incredibile è la cucina del tempio o shojin ryori. Esclusivamente vegetariana, sorprende per la sua varietà e inventiva dovuta alla semplice combinazione di verdure di stagione, alghe, piante delle montagne, soia, tofu e riso. Essa esalta il sapore naturale dei cibi da parte valorizzandoli attraverso composizioni delicate e raffinate. In questo la città di Kyoto è ancora ineguagliabile, per quanto si possano trovare ottimi shojin ryori anche in altri luoghi. Un pranzo presso il Tempio di Tenryu-ji (ristorante Shigetsu) o quello di Daitokuji (ristorante Izusen), entrambi nel quartiere di Arashiyama, offrono una buona introduzione a questa cucina, ma non bisogna dimenticarsi di prenotare in anticipo (ad esempio al mattino, prima di iniziare la visita al tempio).

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Per impregnarsi ulteriormente dello spirito "Zen", perché non alloggiare in un tempio? Gli shukubo sono degli ostelli installati nei templi e dove tutti possono alloggiare senza nessuna discriminazione, religiosa o di altro tipo. L’unico obbligo (anche se si tratta più di buonsenso) è quello di rispettare gli orari del tempio: cena alle ore 17:30 o 18:00, a dormire alle ore 21:00 e sveglia alle ore 5:00, come i monaci. Poi ognuno è libero di partecipare o meno agli uffici del mattino, di solito alle ore 6:00. Come per le altre tipologie di sistemazione, vi sono differenze significative nel comfort e nel prezzo tra i templi, che vanno dall’ostello della gioventù al sito d’eccezione. Il Monte Koya è in Giappone il luogo più celebre per le shukubo. Il sito, facente parte della scuola Shingon e non della scuola Zen e classificato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, emana serena bellezza. Una cinquantina di templi dispongono di shukubo che lasciano il visitatore arricchito da un’esperienza indimenticabile.

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Infine, per coloro che desiderano approfondire l’esperienza spirituale, alcuni templi propongono iniziazioni allo zazen, la meditazione seduta, altri invece dei ritiri che durano da uno a più giorni e che permettono di integrarsi appieno alla vita monastica. Non bisogna tuttavia dimenticare che si tratta di una pratica religiosa e pertanto presuppone una reale motivazione e un grande rispetto della vita comunitaria. A Eihei-ji (Provincia di Fukui), il tempio principale dello Zen Soto, è permesso ai praticanti Zen con significativa esperienza di integrarsi alla vita del tempio per due o tre giorni. Altri templi sono invece meno esigenti, come gli altri templi di Soto elencati sul sito di questa scuola o ancora il Taizo-in, nella cinta del Myoshinji a Kyoto, per esempio.

E per una grande boccata di serenità, non dimenticate di abbandonare lo sguardo al splendido paesaggio della campagna giapponese!